IDROCOLONTERAPIA: DEPURAZIONE E SALUTE

Elimina le scorie tossiche dall’organismo, favorisce la soluzione delle disbiosi intestinali, attenua persino le forme cellulitiche. 

idrocolonterapia rimini

20% SU SEDUTA SINGOLA, 30% SU PACCHETTO DA 3 TRATTAMENTI

È l’Idrocolonterapia, una pratica che si va diffondendo sempre di più in Italia e che permette di pulire a fondo l’intestino, risolvendone spesso il malfunzionamento, soprattutto se accompagnata da un regime alimentare sano ed equilibrato. Aumenta dunque la richiesta da parte dei pazienti e aumenta il numero degli operatori che, per garantire l’attuazione adeguata della terapia, devono essere dotati di un’apparecchiatura apposita per regolare l’afflusso di acqua, che viene riscaldata e arriva fino al colon ascendente.

A scopo preventivo e come garanzia di salute complessiva dell’organismo, sono sufficienti due sedute l’anno, mentre i cicli più lunghi possono essere previsti in relazione alle diverse patologie. “Utilizzando i macchinari adeguati si rimuovono le scorie incrostate nelle villosità intestinali ottenendo non di rado la scomparsa completa di molti disturbi e malattie come colite, stitichezza, gonfiore addominale, flautulenza, alitosi, diarrea” spiega il dottor Giuseppe Carano, che da anni propone questa pratica ai suoi pazienti.

“Un’altra indicazione per l’idrocolonterapia è lo stress, che nell’organismo causa variazioni neuro-ormonali con conseguenti problemi a livello della pelle, del sistema respiratorio, della circolazione, del sistema nervoso e anche di carattere generale collegati all’intestino” prosegue Carano. “Pertanto, grazie a questa depurazione, si possono risolvere mal di testa, nervosismo, insonnia, riniti, acne, dermatiti, eczemi, stanchezza cronica, ma anche invecchiamento della pelle, cellulite, cattivo umore, malessere generale, diminuzione della concentrazione e delle facoltà intellettive, caduta delle difese immunitarie. La terapia è molto valida anche per la cura dei reumatismi, asma bronchiali e prostatite cronica. Un ulteriore impiego dell’idrocolonterapia si può avere prima e dopo gli interventi chirurgici e nella preparazione alle indagini diagnostiche del colon stesso, il cui lavaggio è importante anche come prevenzione degli stati precancerosi e cancerosi, spesso favoriti dall’accumulo di tossine nell’intestino”.

“L’aumento dell’interesse nei confronti dell’idrocolonterapia nasce sicuramente dalla crescente consapevolezza dei benefici che questa tecnica può offrire” spiega la dottoressa Rosanna Giuberti, omeopata, dal 2001 presidente della Società di Idrocolonterapia. “E l’efficacia la riscontriamo sia in individui sani che vogliono mantenere le proprie funzioni intestinali e prevenire l’insorgere di problematiche legate all’apparato gastroenterico che in pazienti affetti da patologie funzionali del colon, epatopatie e sindromi allergiche. Purtroppo negli ultimi decenni nei paesi occidentali è aumentata la loro incidenza, soprattutto a causa di inadeguati stili di vita e abitudini alimentari”.

La flora batterica

Il segreto della buona salute dell’organismo sta dunque nella salute dell’intestino, che è garantita quando la flora batterica è viva e funzionale. “Si è verificato, dopo alcuni cicli di idrocolonterapia, che la flora batterica intestinale fisiologica si sia rigenerata con una notevole rapidità e, cosa molto importante, con una composizione notevolmente varia” spiega Carano.

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Le funzioni dei batteri intestinali sono molteplici e fondamentali: oppongono un effetto barriera contro lo sviluppo dei batteri estranei e/o patogeni e contro altri microrganismi come protozoi, virus e funghi; producono vitamine; partecipano direttamente al processo digestivo.

La flora batterica intestinale simbiotica è influenzata anche da alcuni cibi.

La fanno aumentare:

La fanno diminuire:

  • latte pastorizzato
  • formaggi fusi
  • verdure e frutta cotti
  • pane bianco a lievitazione chimica
  • verdure in scatola
  • vino pastorizzato
  • cereali raffinati
  • additivi alimentari con attività battericida
  • carne

L’esecuzione

L’idrocolonterapia utilizza un apparecchio basato solo su un sistema idraulico. Impiega due condotti a circuito chiuso, uno per l’ingresso dell’acqua e uno per l’evacuazione. “Ponendo la persona a proprio agio in posizione supina, viene eseguita in completo relax” spiega Carano. “Il paziente, dopo aver vuotato la vescica, viene collegato allo strumento tramite un dispositivo sterile monouso. I due tubi vengono collegati a uno speculum rettale (un tubicino con applicatore) anatomico e indolore che viene introdotto nel retto. Quindi viene immessa acqua nell’ampolla rettale. Si alternano due fasi: il riempimento, durante il quale viene immessa acqua nel colon, e lo svuotamento dell’intestino dai detriti fecali. Si lavora a pressioni molto basse e a temperatura dell’acqua costantemente controllata. Il paziente è steso supino sul lettino e coperto con un telo. Questa posizione permette all’operatore di praticare un leggero massaggio addominale, finalizzato all’induzione della peristalsi intestinale. Le pareti intestinali, costituite in gran parte da muscolatura liscia, vengono allenate al meccanismo di evacuazione”.

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“In genere una seduta dura 45-60 minuti” continua Carano “e si può arrivare a effettuare 20-30 riempimenti e svuotamenti al fine di pulire la parete intestinale. Il paziente dovrebbe arrivare possibilmente senza stress e non di corsa, magari dopo un bagno con rilassamento successivo o dopo aver bevuto una tazza di valeriana. Durante la seduta è importante che i piedi siano bene al caldo; il paziente si sdraia sul lettino sistemandosi di solito sul fianco sinistro, distendendo la gamba sinistra e contraendo la destra. In questo modo la muscolatura del bacino si rilassa e lo speculum ben lubrificato viene introdotto nell’ano con un leggero movimento di rotazione. Questa piccola manovra non è dolorosa. L’acqua, dopo essere passata per due filtri speciali, raggiunge l’apparecchio colon-Hydro, al cui interno viene miscelata. Il medico regola la temperatura dell’acqua, che dall’apparecchio arriva nello speculum e da qui affluisce nel colon del paziente. L’operatore aziona l’apparecchio alternativamente sulla funzione di tensione e distensione 5 volte di seguito; il tutto a una temperatura dell’acqua di circa 38°C, valore che durante il trattamento viene anche ridotto 3-4 volte, fino a 22°C, in modo da attivare la stimolazione dell’intestino”.

(fonte: www.terranuova.it)

Carolina Iencinella – miodottore.it

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