SUPERARE UN TRADIMENTO

l tradimento è uno degli accadimenti più traumatici per una coppia.

L’esclusività, è una delle basi di una relazione d’amore vincente, a meno che ci siano tra i partner altri accordi, come ad esempio nelle “coppie aperte”; l’importante in questi casi è che tali decisioni siano condivise e non subite.

Sono rare le coppie che sopravvivono ad un tradimento, o che se rimangono insieme poi ritrovano l’equilibrio.

Ci sono persone che per sentirsi vive devono costantemente avere scariche di adrenalina, vengono definiti “sensation seekers”; spesso si cimentano in sport estremi e in tutto ciò che gli fa provare forti sensazioni, per questo amano il rischio e possono sentirsi soffocare se si ritrovano in una vita “ordinaria”; chi presenta questa caratteristica, è facile che utilizzi il tradimento per raggiungere tale “brivido”.

I meno coraggiosi invece possono limitarsi a tradimenti virtuali, chat con vecchie fiamme, siti con webcam, per “comunicare” con sconosciuti; anche in questo caso se viene alla luce, la coppia subisce un terremoto al pari di un tradimento “agito” nel reale e rischia di sgretolarsi.

Si può tradire perché ci si sente trascurati, a questo proposito è utile sottolineare quanto soprattutto gli uomini, si innamorano dell’amore che vedono riflesso negli occhi del/della partner, se questo manca, si può finire per ricercare altrove qualcuno che ci faccia sentire importanti; il sapere che l’altro “c’è”, il constatare che ci dedica tempo, la necessità di sentirsi apprezzati sono bisogni universali, il partner dovrebbe essere il nostro primo fan!

Si può tradire perché è finito l’amore o la sintonia, in tal caso “ricostruire il rapporto”, sarà una impresa titanica; ma se sotto le ceneri di un amore che “sembra” esaurito, in realtà c’è una piccola fiammella, questa può essere alimentata da un tecnico esperto che suggerirà varie mosse; la terapia breve strategica a tal proposito possiede tante risorse da proporre, la coppia si troverà di fronte ad un compito impegnativo ma non impossibile.

Se in passato c’era una forte intimità e trasporto basterà poco per risvegliare la “memoria epidermica”, ossia quella sensazione a pelle che l’altro scatenava.
In linea di massima è meglio tacere il tradimento, confessarlo infatti è un atto più egoistico di quanto sembrerebbe, il senso comune spesso sopravvaluta l’importanza della sincerità. Chi confessa si sentirà sollevato (inizialmente), chi subisce ne sarà dilaniato, la relazione sarà in serio pericolo; meglio tenersi il fardello per sé e impegnarsi a far sì che sia stata e rimanga solo una “parentesi”, se ciò che ci sta a cuore è la salute della coppia.

Letteralmente perdonare significa “lasciar perdere”, l’atteggiamento mentale più difficile da raggiungere ma più produttivo, quindi è il non prenderlo più in considerazione, fingere che non sia successo, “ingoiare il rospo”; se lo si ha sempre presente infatti sarà facilissimo l’instaurarsi di recriminazioni, ripicche, distanze emotive e fisiche, che peggioreranno la situazione.

Il terapeuta potrà aiutare questo processo per esempio utilizzando lo stratagemma dell’ “aggiungere per ridurre”: aiutare la coppia a creare nuovi ricordi, di nuove e positive esperienze da fare insieme, che man mano arrivino ad oscurare ciò che vogliamo far cadere nell’oblio; ovviamente prima di questo, sarà fondamentale lavorare per comprendere cosa fare di diverso per evitare che accada nuovamente.

A cura della Dott.ssa Sara Panigalli (Psicologa Rimini, www.sarapanigalli.it)

Sara Panigalli – miodottore.it

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