Una nuova sfida al Parkinson

Raccogliere la sfida e riprendersi la vita»

questo il tema al centro del XII Congresso nazionale di Parkinson Italia che si è appena concluso a Verbania. Un momento di incontro e scambio di esperienze.

Gli italiani che soffrono di Parkinson sono oltre 200mila (12mila ogni anno i nuovi malati), nel mondo sono 4,1 milioni, diventeranno 8,7 milioni entro il 2030. Lo segnala uno studio apparso su Neurology. L’allarme è elevato, preoccupati gli esperti dell’Oms.

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Per far conoscere il dramma di questa patologia è stata organizzata in 90 città di diversi Paesi una corsa non competitiva, in Italia si sono attivate 36 associazioni di volontariato.

Proprio da questo congresso arriva una buona notizia per i parkinsoniani: la Foot Mechanical Stimulation (FMS) o Stimolazione meccanica plantare (www.TerapiaFMS.com ).

Un trattamento riabilitativo innovativo che si basa su una stimolazione meccanica della superficie delle piante dei piedi. Un ciclo di stimolazione (durata due minuti) consente, nei pazienti idonei, di ottenere da subito benefici motori: migliora la velocità di movimento, l’equilibrio e la postura, l’effetto può durare una settimana.

Questa terapia è in corso di sperimentazione in numerosi centri di eccellenza: all’Associazione di ricerca sulle neuroscienze di Milano; al Laboratorio sincopi, Uoc di medicina generale, all’ospedale Bolognini, università di Milano , Seriate, (Bg); al Laboratorio per lo studio dei disturbi del movimento del Politecnico di Milano; al Centro parkinson e Fondazione Grigioni per il Morbo di Parkinson, CTO di Milano; al dipartimento di tecnologie per la salute dell’Istituto Galeazzi di Milano; alla Fondazione Maugeri.

I risultati di queste ricerche, presentati al Congresso, hanno permesso di registrare interessanti miglioramenti delle prestazioni motorie nei pazienti che hanno partecipato al protocollo.
In particolare la FMS consente di migliorare la velocità di deambulazione e la lunghezza dei passi, a tutto vantaggio dell’equilibrio e della postura.

La stimolazione consente anche di ridurre, nella maggior parte dei pazienti, la bradicinesia (lentezza dei movimenti) nonch´ gli episodi di freezing, i blocchi motori temporanei.
Si registrano benefici anche a 24 ore dall’erogazione della terapia e, in alcuni pazienti, anche a distanza di cinque giorni.

La sperimentazione ha anche monitorato alcuni parametri cardiovascolari quali la pressione arteriosa e l’attività respiratoria. Anche in questo caso la FMS, che è stata ben tollerata da tutti i pazienti e non ha determinato alcun effetto collaterale rilevabile, appare modificare positivamente il controllo neurovegetativo cardiovascolare aumentando la reattività del cuore agli stimoli esterni.

«I dati presentati dai ricercatori – ha sottolineato Giovanni Albani, neurologo all’Istituto Auxologico Italiano, membro della segreteria scientifica del congresso e del comitato scientifico dell’Associazione Parkinson Italia – aprono nuove prospettive ai pazienti con Parkinson ed ai loro meccanismi di recupero motorio ».

La Stimolazione Meccanica Plantare integra le terapie farmacologiche che il paziente segue sotto sorveglianza del proprio neurologo curante e non influisce con l’ utilizzo di dispositivi medici attivi quali pacemaker o stimolatori DBS.

Le migliori capacità di movimento consentono ai pazienti che rispondono positivamente alle cure di essere più autonomi e di migliorare il tono muscolare e le condizioni generali.

Uno strumento in più per raccogliere la sfida del Parkinson.
«Una sfida che va raccolta. Occorre andare incontro alla malattia con la consapevolezza che la scienza cammina al nostro fianco e procede inesorabilmente», afferma Lucilla Bossi, presidente della Confederazione Parkinson Italia Onlus, l’organizzazione che unisce 24 associazioni di volontariato locali, impegnate in tutta Italia nell’aiuto a pazienti e familiari.

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(fonte: www.ilgiornale.it)