OMOTOSSICOLOGIA IN MEDICINA INTEGRATA

A cura del dr Raffaele Pastore spec. in fitoterapia e omotossicologia

Anche se conta pochi decenni di vita, credo che la omotossicologia abbia molto da dire sia in campo terapeutico che in campo medico estetico. La mia esperienza personale, da quando, qualche anno fa, ho iniziato a utilizzare i rimedi omotossicologici in medicina estetica, è senza dubbio positiva e i risultati ottenibili, per quanto riguarda la Panniculopatia edemato fibro sclerotica (P.e.f.s.), comunemente nota come cellulite, e le adiposità localizzate,sono notevolmente aumentati utilizzando i rimedi omotossicologici iniettabili secondo la tecnica mesoterapica, tanto da avermi convinto ad abbandonare completamente i farmaci tradizionali, con notevole soddisfazione, sia mia che delle e dei pazienti.

Prima di entrare nel campo dei materiali e del metodo, vorrei, però, introdurre alcune note utili a chiarire i principi dell’omotossicologia, anche se non sarà semplice ridurre a poche righe ciò che è illustrato in più volumi scientifici. L’omotossicologia è legata al nome del Dr. Heirich Reckeweg, medico omeopata tedesco vissuto alla metà degli anni cinquanta.

Al centro della teoria sta la tossina, anzi la tossina umana (omotossina), intesa nel senso della espressione delle più diverse patologie e non soltanto come intossicazione/tossicosi o come prodotto delle infezioni focali. Come si sa, contro la tossina, che è l’espressione della malattia, l’organismo mette in atto dei meccanismi di difesa.

Il rimedio omotossicologico interviene proprio su questo meccanismo di difesa dell’organismo che viene stimolato con una tossina addizionale, molto diluita. Non si tratta di un ulteriore carico di lavoro, ma di uno stimolo per mobilitare ulteriori meccanismi di difesa ancora inerti, che, rivoltisi immediatamente contro la nuova tossina, la neutralizzano facilmente dedicandosi però anche alla omotossina patogena, secondo la regola della similitudine (omeo-patia). Il trattamento omotossicologico in campo estetico si avvale di una duplice via di somministrazione che associa un trattamento drenante per bocca a uno mesoterapico locale oltre a un trattamento chimiopunturale. Per “chimiopuntura“si intende una tecnica ibrida cinese che si attua iniettando farmaci nei punti dell’agopuntura, con l’intento di aumentarne l’efficacia.

All’inizio i farmaci usati erano quelli tradizionali, solo più tardi si è pensato di utilizzare preparati fitoterapici e infine anche rimedi omeopatici (Schmidt e De La Fuyè). A differenza della Cina, ove questa tecnica si utilizza per patologie internistiche, in Occidente viene perlopiù scelta per trattare patologie articolari, in flebologia e in medicina estetica. La corretta applicazione della chimiopuntura passa attraverso due indispensabili tappe: scegliere i rimedi da utilizzare e i punti nei quali iniettare i rimedi. Per quanto riguarda la patologia osteo-articolare la scelta è un pò più complicata; se si resta invece nel campo della flebologia e della panniculopatia edemato-fibro-sclerotica il compito si semplifica.

Gli stessi farmaci che si adottano nel trattamento mesoterapico localizzato, verranno scelti anche per la chimiopuntura. Ma torniamo al nocciolo della questione, nel tentativo di inquadrare i problemi estetici e di trovarne i rimedi. L’espressione del danno estetico, valutato secondo la tabella delle omotossicosi, tavola di cui parleremo più avanti, trova solitamente collocazione nella fase di deposito od in quella di impregnazione. L’accumulo di eccessive quantità di prodotti di rifiuto nel tessuto connettivo interposto tra la cute e i tessuti profondi, che dovrebbe regolarne il corretto smaltimento, ma che spesso non vi riesce per eccessiva introduzione dall’esterno di sostanze tossiche tramite alimenti o farmaci, può essere determinato da disturbi circolatori o da una insufficiente attività degli organi emuntori dell’organismo: fegato, rene, intestino. In medicina estetica il trattamento locale non va mai disgiunto da un trattamento sistemico e dalla abolizione delle cattive abitudini. Per valutare correttamente il nostro paziente dovremo prendere in esame sia il suo stato nutrizionale che il terreno e le patologie concomitanti; il trattamento si avvarrà quindi di una correzione dietetica improntata a un utilizzo prevalente di prodotti vegetali freschi e di cereali integrali, con riduzione dei derivati animali e della carne di maiale, aumento dell’utilizzo degli zuccheri complessi e riduzione degli zuccheri semplici e infine abbondante idratazione dell’organismo.

Gli stessi farmaci che si adottano nel trattamento mesoterapico localizzato, verranno scelti anche per la chimiopuntura. Ma torniamo al nocciolo della questione, nel tentativo di inquadrare i problemi estetici e di trovarne i rimedi. L’espressione del danno estetico, valutato secondo la tabella delle omotossicosi, tavola di cui parleremo più avanti, trova solitamente collocazione nella fase di deposito od in quella di impregnazione. L’accumulo di eccessive quantità di prodotti di rifiuto nel tessuto connettivo interposto tra la cute e i tessuti profondi, che dovrebbe regolarne il corretto smaltimento, ma che spesso non vi riesce per eccessiva introduzione dall’esterno di sostanze tossiche tramite alimenti o farmaci, può essere determinato da disturbi circolatori o da una insufficiente attività degli organi emuntori dell’organismo: fegato, rene, intestino. In medicina estetica il trattamento locale non va mai disgiunto da un trattamento sistemico e dalla abolizione delle cattive abitudini. Per valutare correttamente il nostro paziente dovremo prendere in esame sia il suo stato nutrizionale che il terreno e le patologie concomitanti; il trattamento si avvarrà quindi di una correzione dietetica improntata a un utilizzo prevalente di prodotti vegetali freschi e di cereali integrali, con riduzione dei derivati animali e della carne di maiale, aumento dell’utilizzo degli zuccheri complessi e riduzione degli zuccheri semplici e infine abbondante idratazione dell’organismo.

Prima di passare a trattare quali rimedi utilizzare per via interna come drenanti e/o per riequilibrare il terreno, mi sembra importante accennare al metodo di iniezione e ai materiali da utilizzare. Personalmente, per la mesoterapia omotossicologica e chimiopuntura estetica, utilizzo l’ago singolo da 4 mm., da 27 o 30 g., montato su di una siringa a perdere da 10 cc.; solo in rari casi mi è necessario utilizzare due siringhe da 10 in quanto il cocktail raggiunge i 16 – 18 ml. Non utilizzo più le siringhe da 20 cc in quanto è possibile che, data la pressione dello stantuffo, l’ago si sganci e i farmaci finiscano sul viso del medico e sulla cute della paziente. I punti prescelti, a parte la iniezione a microponfi sulle zone interessate dal processo che intendiamo curare e che sono rappresentate dall’addome, la parte laterale delle cosce e la parte mediale delle ginocchia e/o le caviglie, sono esclusivamente tre ed appartengono tutti al meridiano milza-pancreas e sono il punto 6 M.p., il 9 M.p. ed il 10 M.p. che rappresentano rispettivamente il punto dei vasi sanguigni, il punto dei vasi linfatici delle estremità inferiori e il punto delle vene del bacino; in ciascuno di essi va iniettata una quantità del cocktail di circa 0,2 – 0,3 ml. In caso di adiposità localizzate inietto solamente la zona interessata e associo un drenaggio per os, con l’obiettivo di stimolare gli emuntori che mi sembrano più in difficoltà; solo in questo caso posso non praticare la chimiopuntura; non diluisco mai i rimedi omotossicologici e credo che questo atteggiamento sia comune a tutti i colleghi che utilizzano questi principi attivi.

I preparati che utilizzo sono di origine vegetale, organica e tissutale, e questo argomento sarà trattato compiutamente in un prossimo articolo corredato anche iconograficamente dalla localizzazione dei punti chimioterapici, dai nomi delle preparazioni, compresi i trattamenti drenanti omotossicologici ed i rimedi gemmoterapici di terreno, ai quali saranno aggiunti i fiori di Bach idonei al trattamento delle emozioni negative che spesso accompagnano gli inestetismi.

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