Articoli

Parkinson, un metodo per migliorare cammino e postura dei pazienti

STIMOLAZIONE PERIFERICA MECCANICA PLANTARE

Parkinson, un metodo per migliorare cammino e postura dei pazienti
È la prima volta che una stimolazione semplicemente meccanica ottiene effetti non raggiunti dal farmaco levodopa

MILANO – Al XII Congresso Nazionale di Parkinson Italia appena concluso a Verbania è stato presentato dalla dottoressa Franca Barbic dell’Istituto Humanitas un rivoluzionario approccio terapeutico per i pazienti affetti da malattia di Parkinson. Tramite una stimolazione meccanica della durata di 6 secondi che si ripete in modo sequenziale per 4 volte effettuata con un dinamometro a punta smussa sull’alluce e sulla prima giunzione metatarsale della pianta del piede migliorano i disturbi del cammino e la postura dei pazienti.

La nuova tecnica si chiama FMS, acronimo di Foot Mechanical Stimulation, cioè stimolazione meccanica plantare.

 

ESPERIMENTO

Per valutarne l’efficacia è stato condotto uno studio confrontando la stimolazione corretta a una stimolazione placebo effettuata su altre aree del piede. Alla valutazione clinica hanno partecipato vari centri della Lombardia e associazioni per il reclutamento dei pazienti: l’Ospedale universitario Bolognini di Seriate e, a Milano, il Laboratorio Divieti per lo Studio dei Disturbi del Movimento del Politecnico, il Centro Parkinson degli Istituti Clinici di Perfezionamento, il Dipartimento di Tecnologie per la Salute dell’Istituto Galeazzi, la Fondazione Maugeri, l’Associazione di Ricerca sulle Neuroscienze e la Fondazione Grigioni per il Morbo di Parkinson. Mentre la stimolazione placebo non ha ottenuto alcun risultato, quella corretta ha aumentato la lunghezza del passo e la velocità del cammino. Inoltre sono diminuiti il tempo di esecuzione del movimento e il numero di passi per compire una rotazione sul posto. È la prima volta che una stimolazione semplicemente meccanica ottiene effetti non raggiunti nemmeno dalla levodopa, il farmaco che da un secolo rappresenta il principale trattamento di questa malattia, ma che poco riesce a fare sui disturbi del cammino.

 

LA MALATTIA

Il neurologo americano Oliver Sacks ha raccontato la scoperta della sua efficacia nel libro «Risvegli» reso famoso dall’omonimo film con Robin Willlians e Robert De Niro che interpretavano rispettivamente il medico e il primo paziente risvegliato dalla catatonica che la pandemia di encefalite letargica provocò dal 1917 al 1924 in migliaia di persone, con un blocco motorio del tutto simile a quello della malattia a cui James Parkinson ha legato il suo nome.

Quando nel 1817 Parkinson l’aveva identificata la chiamò Paralisi Agitante, a sottolineare come, oltre al caratteristico tremore che tutti ricordano, ci sia anche un grave blocco motorio con rigidità dei movimenti che appaiono comunque rallentati (bradicinesia). A scatenare questi disturbi è la compromissione delle cellule nervose produttrici del neurotrasmettitore dopamina che si trovano soprattutto nella cosiddetta “sostanza nera”.

 

IL FARMACO

La levodopa, una dopamina sintetica che sopperisce alla carenza di dopamina naturale, resta, a distanza di quasi un secolo dalla sua scoperta, uno dei capisaldi del trattamento della malattia di Parkinson, seppur con continue migliorie e grazie all’associazione di nuovi farmaci come i dopamino-agonisti il cui principale scopo è comunque sempre quello di risparmiare levodopa.

Si è scoperto infatti che meno se ne usa, più a lungo dura il suo effetto evitando quella sorta di assuefazione farmacologica che ne riduce pian piano l’efficacia ed espone il paziente ai cosidddetti periodi di on/off, cioè acceso/spento in cui improvvisamente si blocca come congelato quasi fosse stato premuto l’interrutore dei movimenti. Il tallone d’achille della levodopa è il mancato controllo dei disturbi del cammino e dell’instabilità posturale che si osservano soprattutto nei parkinsoniani anziani o nelle forme più gravi.

La spiegazione di questo fenomeno è recente: questi sintomi sono dovuti all’alterazione della cosiddetta regione locomotoria mesencefalica composta dal nucleo del peduncolo-pontino e dal nucleo cuneiforme.

 

NICOTINA

La levodopa qui non ha effetto perché queste cellule non usano la dopamina, ma un altro neurotrasmettitore: l’aceticolina. Ciò spiegherebbe le ipotesi che vedono nell’abitudine al fumo un effetto nei confronti del parkinson: la nicotina è infatti notoriamente in grado di agire sui recettori neuronali dell’acetilcolina. Sono allo studio farmaci colinergici che possano agire in maniera specifica sull’aceticolina del nucleo peduncolo-pontino, la zona mesencefalica che vari studi di neurostimolazione cerebale profonda hanno indicato come quella più importante per il controllo del cammino.

Ma intanto, ala luce dei miglioramenti ottenuti con la FMS in questo particolare aspetto della malattia, verrebbe da pensare che dalla periferia cutanea del piede gli stimoli di questo apparecchio vadano a finire proprio in queste aree cerebrali dove si verifica il controllo del cammino.

I prossimi studi ce lo diranno, ma per il momento accontentiamoci di aver trovato un modo semplice ed efficace per risolvere un problema che finora né i farmaci né i complessi trattamenti di neurostimolazione cerebrale profonda avevano risolto.

Cesare Peccarisi

(fonte: www.corriere.it)

Potrebbero interessarti anche questi contenuti

Terapia FMS – per muoversi oltre il Parkinso...
Visite 600
FMS: STIMOLAZIONE PLANTARE MECCANICA La Stimolazione Plantare Meccanica (Terapia FMS) è una innovativa terapia di riabilitazione per pazienti con Par...

Terapia FMS – per muoversi oltre il Parkinson

FMS: STIMOLAZIONE PLANTARE MECCANICA

La Stimolazione Plantare Meccanica (Terapia FMS) è una innovativa terapia di riabilitazione per pazienti con Parkinson che, nei soggetti che rispondono positivamente, può portare un sensibile miglioramento nella qualità di vita permettendo, in molti casi, di migliorare le capacità motorie e l’autonomia nell’esecuzione delle attività personali quotidiane.

 

FMS: LA TERAPIA RIABILITATIVA

La terapia si basa su una stimolazione meccanica di specifiche aree della superficie plantare dei piedi.

È una terapia riabilitativa che integra e complementa le cure farmacologiche che il paziente segue sotto sorveglianza neurologica.

Durante l’applicazione (durata inferiore ai due minuti) può essere percepito un fastidio nelle zone stimolate.

Non presenta effetti collaterali e non espone al rischio di interferenze con altre terapie o con l’eventuale utilizzo di altri dispositivi, ad esempio pacemaker o stimolatori DBS, ecc.

 

terapia-anti-parkinson

 

FMS: EFFICIACIA DI FACILE VERIFICA

La terapia FMS, nei pazienti idonei, consente di ottenere apprezzabili miglioramenti nella velocità di deambulazione e nella lunghezza dei passi, a tutto vantaggio dell’equilibrio e della postura.

In questi pazienti, inoltre, la stimolazioneconsente di ridurre la bradicinesia (lentezza dei movimenti) e gli episodi di freezing.

 

FMS: PRIMA E DOPO – VIDEO

httpv://www.youtube.com/watch?v=Nk33_aRQ1uM

 

FMS: SOLO IN CENTRI SPECIALIZZATI

Informazioni sulla FMS si possono trovare presso i Centri Specializzati Convenzionati, dove il personale è in grado di valutare l’idoneità dei pazienti, di applicare la terapia e di proporre percorsi di riabilitazione attiva.

 

Il CENTRO MEDICO RIMEDICAL è a disposizione per fornire dettagliate informazioni sulla Stimolazione Plantare Meccanica.

Per prenotare una visita telefonare in segreteria al numero 0541/199 99 09 negli orari di apertura del Centro oppure scrivere a info@rimedical.it

Potrebbero interessarti anche questi contenuti

Parkinson, un metodo per migliorare cammino e post...
Visite 889
STIMOLAZIONE PERIFERICA MECCANICA PLANTARE Parkinson, un metodo per migliorare cammino e postura dei pazienti È la prima volta che una stimolazio...