Guida completa al melanoma: che cos’è, fattori di rischio, regola ABCDE, diagnosi con dermatoscopia e cure.

Il melanoma è il più aggressivo tra i tumori della pelle, ma anche uno di quelli con le maggiori probabilità di guarigione quando viene individuato in tempo. Conoscerlo, sapere come si manifesta e capire quando rivolgersi allo specialista è la prima, vera forma di prevenzione. In questa guida trovi, in modo chiaro ma rigoroso, tutto ciò che è utile sapere.

Che cos’è il melanoma

Il melanoma origina dai melanociti, le cellule che producono la melanina, il pigmento che dà colore alla pelle e che ci protegge dai raggi ultravioletti. Quando un melanocita accumula danni al proprio DNA e inizia a moltiplicarsi in modo incontrollato, può dare vita a un tumore maligno.

Nella maggior parte dei casi il melanoma compare sulla cute, dove può svilupparsi su pelle sana oppure, meno frequentemente, a partire da un neo preesistente. Più raramente può insorgere in sedi non immediatamente visibili: occhio (melanoma uveale), mucose, cuoio capelluto, palmo delle mani, pianta dei piedi e letto ungueale. Proprio perché può nascondersi, il controllo specialistico periodico è così importante.

Quanto è diffuso

Il melanoma è in costante aumento in tutto il mondo occidentale. In Italia si registrano oltre 12.000 nuovi casi ogni anno e l’incidenza continua a crescere, soprattutto tra le persone con meno di 50 anni.

Il dato locale è particolarmente significativo: in Emilia-Romagna il melanoma cutaneo è il sesto tumore più diffuso e rappresenta una delle pochissime neoplasie la cui incidenza è in aumento sia tra gli uomini sia tra le donne, in controtendenza rispetto alla maggior parte degli altri tumori. La Romagna, con il suo stile di vita all’aria aperta e la forte cultura balneare, è un territorio ad alta esposizione solare cumulativa: un fattore che pesa direttamente sul rischio.

La buona notizia è che, individuato in fase iniziale, il melanoma ha una sopravvivenza a cinque anni intorno al 95%. La prognosi, però, dipende quasi interamente dalla precocità della diagnosi.

Le cause e i fattori di rischio

La causa principale è l’esposizione ai raggi ultravioletti (UV), sia solari sia artificiali. È particolarmente pericolosa l’esposizione intensa e intermittente, quella che provoca scottature, soprattutto se avvenuta durante l’infanzia e l’adolescenza.

Oltre al sole, aumentano il rischio:

  • Fototipo chiaro (pelle che si scotta facilmente, capelli biondi o rossi, occhi chiari, presenza di lentiggini);
  • Numero elevato di nei (più di 50) o presenza di nei atipici (displastici);
  • Familiarità: un parente di primo grado con melanoma;
  • Pregresso melanoma o altri tumori cutanei;
  • Scottature solari importanti nel corso della vita;
  • Lettini e lampade abbronzanti, classificati come cancerogeni certi per l’uomo;
  • Immunosoppressione (per terapie o malattie);
  • Alcune predisposizioni genetiche (per esempio mutazioni del gene CDKN2A).

Avere uno o più fattori di rischio non significa che si svilupperà un melanoma, ma indica la necessità di controlli dermatologici più frequenti.

I principali tipi di melanoma

Il melanoma non è una malattia unica. Le forme più frequenti sono:

  • Melanoma a diffusione superficiale: il più comune (circa il 70% dei casi), cresce inizialmente in orizzontale e si presenta come una macchia irregolare;
  • Melanoma nodulare: più aggressivo, cresce rapidamente in profondità come un rilievo o nodulo;
  • Lentigo maligna melanoma: tipico delle zone cronicamente esposte al sole, soprattutto il volto degli anziani;
  • Melanoma acrale lentigginoso: colpisce palmi, piante e unghie, è più frequente nelle pelli scure ed è facile da trascurare.

Esiste anche il melanoma amelanotico, privo di pigmento e quindi più insidioso perché non appare scuro.

Come riconoscerlo: la regola dell’ABCDE

Un valido strumento di autovalutazione è la regola ABCDE, che aiuta a distinguere un neo comune da una lesione sospetta:

  • A – Asimmetria: le due metà del neo non sono uguali;
  • B – Bordi: irregolari, frastagliati o sfumati;
  • C – Colore: disomogeneo, con più sfumature (nero, marrone, rosso, bianco, blu);
  • D – Dimensioni: diametro superiore a 6 mm (ma anche lesioni più piccole vanno valutate);
  • E – Evoluzione: qualsiasi cambiamento nel tempo di forma, colore, dimensione, oppure comparsa di prurito, sanguinamento o crosticine.

A questa si affianca il segno del “brutto anatroccolo”: un neo che si distingue chiaramente da tutti gli altri merita un controllo. L’autoesame è utile, ma non sostituisce mai la valutazione dello specialista: molti melanomi precoci sono invisibili a occhio nudo e diventano riconoscibili solo con strumenti dedicati.

La diagnosi

Il percorso diagnostico è progressivo e indolore. Si basa su:

  • Esame clinico dell’intera superficie cutanea da parte del dermatologo;
  • Dermatoscopia: una lente a forte ingrandimento e luce polarizzata che permette di osservare strutture invisibili a occhio nudo;
  • Dermatoscopia digitale e mappatura dei nei: le immagini vengono acquisite, archiviate e confrontate nel tempo, così da cogliere anche minime variazioni a distanza di mesi;
  • Biopsia escissionale: in caso di lesione sospetta, il neo viene asportato e analizzato al microscopio. Solo l’esame istologico fornisce la diagnosi definitiva.

Un parametro chiave è lo spessore di Breslow, cioè quanto il tumore è penetrato in profondità nella pelle, misurato in millimetri: è il principale indicatore prognostico. Per i melanomi oltre una certa profondità può essere indicata la biopsia del linfonodo sentinella, per verificare un eventuale interessamento linfonodale.

Le cure

Il trattamento dipende dallo stadio della malattia.

  • Nelle fasi iniziali, la chirurgia è risolutiva: si asporta il tumore con un adeguato margine di tessuto sano. Nella grande maggioranza dei casi precoci questo è sufficiente a guarire.
  • Negli stadi più avanzati la medicina ha fatto progressi straordinari negli ultimi anni. L’immunoterapia (farmaci che riattivano il sistema immunitario contro il tumore) e le terapie a bersaglio molecolare (per i melanomi che presentano specifiche mutazioni, come quella del gene BRAF, presente in circa la metà dei casi) hanno cambiato radicalmente la prognosi anche nelle forme metastatiche.

Resta valido un principio semplice: prima si interviene, meno invasive sono le cure e migliori sono i risultati.

La prevenzione

La prevenzione si gioca su due fronti. La prevenzione primaria riduce l’esposizione al rischio: proteggere la pelle con creme ad alto fattore di protezione, evitare il sole nelle ore centrali, non usare lampade e lettini abbronzanti, indossare cappello e occhiali. La prevenzione secondaria punta invece a individuare la malattia il prima possibile, attraverso l’autoesame regolare e soprattutto controlli dermatologici periodici con mappatura dei nei, fondamentali per chi ha più fattori di rischio.

Il melanoma, oggi, è un tumore che si può battere. La differenza, quasi sempre, la fa il tempo.

Domande frequenti sul melanoma

Il melanoma fa male o prude? Nella maggior parte dei casi, soprattutto all’inizio, il melanoma non provoca dolore né prurito. Proprio per questo è pericoloso affidarsi ai sintomi: il segnale più importante è il cambiamento visivo di un neo o la comparsa di una nuova macchia.

Tutti i melanomi nascono da un neo preesistente? No. Circa la metà dei melanomi si sviluppa su pelle apparentemente sana, senza un neo di partenza. Per questo è importante controllare l’intera superficie cutanea, non solo i nei già noti.

Ogni quanto va fatto il controllo dei nei? Per le persone senza particolari fattori di rischio è consigliabile un controllo ogni 12-24 mesi. Chi ha molti nei, nei atipici, familiarità o un pregresso melanoma dovrebbe seguire i controlli più ravvicinati indicati dal dermatologo.

Il melanoma è ereditario? Esiste una predisposizione familiare: avere un parente stretto con melanoma aumenta il rischio. Solo una piccola parte dei casi, però, è legata a mutazioni genetiche ereditarie ben definite.

Un melanoma si può guarire? Sì, e nella maggior parte dei casi. Quando viene individuato in fase precoce, la sola asportazione chirurgica è risolutiva, con una sopravvivenza a cinque anni intorno al 95%. La precocità della diagnosi è il fattore decisivo.

La pelle scura è al sicuro dal melanoma? No. Chi ha la pelle scura ha un rischio inferiore, ma non nullo, e tende a sviluppare forme più difficili da individuare (per esempio su palmi, piante e unghie), spesso diagnosticate tardi. I controlli restano importanti per tutti.

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