L’asportazione di nei e lesioni cutanee è una procedura ambulatoriale di chirurgia dermatologica che viene eseguita in anestesia locale, in tempi rapidi e con esiti cicatriziali curati. Al Poliambulatorio Rimedical di Santarcangelo (Rimini) la eseguiamo per finalità sia diagnostiche (analisi istologica di nei sospetti) sia estetiche/funzionali (asportazione di fibromi, cisti, cheratosi, nei fastidiosi).
Ogni asportazione è preceduta da una visita dermatologica con dermatoscopia per inquadrare correttamente la lesione e scegliere la tecnica più adatta. Tutti i nei e le lesioni asportate vengono inviati a esame istologico presso laboratori di anatomia patologica convenzionati: il referto ti viene consegnato in 2-3 settimane.
Quando è indicata l’asportazione
L’asportazione di un neo o di una lesione cutanea può essere indicata per diversi motivi:
Motivi diagnostici (sospetto clinico)
- Neo che cambia forma, colore, dimensioni o che ha bordi irregolari
- Neo con caratteristiche dermatoscopiche sospette identificate durante la visita
- Lesione che sanguina spontaneamente, prude o duole
- Macchia di nuova insorgenza in soggetti adulti, soprattutto se in rapida evoluzione
- Familiarità per melanoma + lesione anche solo lievemente atipica
- Cheratosi attiniche che non rispondono a crioterapia o topici
In questi casi l’obiettivo principale è escludere o confermare una diagnosi di tumore cutaneo (melanoma, carcinoma basocellulare o squamocellulare) e impostare la terapia adeguata.
Motivi funzionali
- Neo in zona di sfregamento (cintura, reggiseno, colletto) che si irrita continuamente
- Lesione che sanguina con il radersi o pettinarsi
- Cisti, lipomi, fibromi pendulim che danno fastidio meccanico
- Verruche, papillomi cutanei ricorrenti o multipli
Motivi estetici
- Nei in zone esposte (viso, mani, décolleté) che il paziente desidera rimuovere
- Cheratosi seborroiche del volto
- Fibromi penduli del collo e dell’ascella (skin tags)
Ti spieghiamo durante la visita se asportare è necessario, opportuno o solo un’opzione estetica. La decisione finale è tua, informata e consapevole.
Le lesioni cutanee che asportiamo
In ambulatorio eseguiamo asportazione di:
- Nei (melanocitici) — congeniti, acquisiti, displastici
- Cheratosi seborroiche — lesioni benigne brunastre, “incollate” alla pelle
- Cheratosi attiniche — lesioni precancerose foto-indotte
- Cisti sebacee (cisti epidermoidi) — formazioni rotondeggianti sottocutanee
- Lipomi — accumuli benigni di tessuto adiposo
- Fibromi penduli (skin tags) — escrescenze peduncolate, frequenti su collo e ascelle
- Verruche e papillomi cutanei — di origine virale o cheratosica
- Carcinomi basocellulari e squamocellulari — tumori cutanei non melanomatosi (con tecniche dedicate)
- Lipomi multipli, xantelasmi palpebrali, angiomi, angiocheratomi
Le tecniche di asportazione
La tecnica viene scelta in base al tipo di lesione, alla sede anatomica, al livello di sospetto clinico e all’obiettivo estetico.
Asportazione chirurgica con bisturi (escissione)
È la tecnica standard per nei e lesioni sospette. Permette di rimuovere la lesione in toto con margini di tessuto sano, garantendo l’invio di un campione integro per l’esame istologico. Si chiude con punti di sutura, che vengono rimossi in 7-14 giorni a seconda della sede.
Shaving (rasatura tangenziale)
Indicata per nei in rilievo benigni (es. nei dermici) o cheratosi seborroiche. Si esegue con un piccolo bisturi parallelo alla cute, asportando la parte sporgente della lesione. Non richiede punti di sutura ma lascia talvolta una piccola macchia residua. Il campione viene comunque inviato all’istologo.
Curettage + diatermocoagulazione
Per lesioni superficiali benigne (fibromi penduli, verruche, alcune cheratosi). Si rimuove la lesione con una curette o si “brucia” elettricamente. Non è adatta per lesioni potenzialmente maligne perché distrugge il campione.
Crioterapia (azoto liquido)
Per cheratosi attiniche singole, verruche, angiomi piccoli. Applicazione di azoto liquido a -196°C che distrugge selettivamente la lesione. Rapida, indolore o quasi, ma non fornisce campione istologico.
Laser ablativo (CO2)
Per alcune lesioni benigne specifiche in zone delicate (palpebre, viso). Permette ablazione precisa con minimo sanguinamento. Anche qui, niente campione istologico se si usa il laser.
Regola fondamentale: se c’è il minimo sospetto di malignità, non si usa shaving, crioterapia o laser — si usa solo l’escissione chirurgica con bisturi, perché è l’unica tecnica che fornisce un campione integro all’istologo. La scelta della tecnica non è negoziabile se ci sono indicazioni cliniche specifiche.
Come si svolge la procedura
Una procedura standard di asportazione dura 15-45 minuti in base alla complessità e si articola in:
1. Preparazione
Disinfezione accurata della zona con clorexidina o iodopovidone. Posizionamento di telo sterile. Identificazione precisa della lesione con marker dermografico.
2. Anestesia locale
Infiltrazione di lidocaina (o mepivacaina) sottocutanea con ago sottile. L’iniezione provoca un piccolo bruciore iniziale di pochi secondi; subito dopo la zona è completamente insensibile. L’anestesia è solo locale: non perdi coscienza, sei vigile e collaborativo durante tutto l’intervento.
3. Asportazione
Esecuzione della tecnica scelta (escissione chirurgica, shaving, curettage). Il tessuto asportato viene immediatamente posizionato in fissativo (formalina) e inviato al laboratorio di anatomia patologica.
4. Chiusura e medicazione
In caso di escissione chirurgica, sutura della ferita con punti riassorbibili interni e/o cutanei. Applicazione di medicazione sterile.
5. Indicazioni post-operatorie
Ti spieghiamo come gestire la ferita nei giorni successivi: medicazioni, igiene, attività da evitare, eventuali terapie domiciliari, segni d’allarme da osservare.
Subito dopo l’intervento puoi rientrare a casa in autonomia (mai problemi di guida). Per le 48 ore successive evita sport intensi, sauna, piscina. Per le 2-3 settimane successive evita esposizione diretta della cicatrice al sole.
FAQ – Domande frequenti sule lesioni cutanee a Rimini
Quanto costa l’asportazione di un neo? Il costo dipende dal tipo di lesione, dalla tecnica utilizzata e dall’esame istologico. Contattaci per il preventivo personalizzato.
L’asportazione è dolorosa? L’anestesia locale rende la procedura indolore. Sentirai solo la puntura iniziale dell’anestesia, paragonabile a qualunque iniezione. Durante l’intervento percepirai eventualmente la pressione e i movimenti del bisturi, ma non dolore.
Quanto dura la procedura? Mediamente 15-45 minuti in base alla complessità. Per nei piccoli e singoli: 15-20 minuti totali, comprensivi di anestesia e medicazione.
Posso lavorare il giorno stesso? Sì, in genere puoi tornare alle tue normali attività subito dopo. Solo per i 2-3 giorni successivi conviene evitare sforzi fisici intensi se la sede dell’intervento lo richiede.
Quando posso fare la doccia? Generalmente dopo 24 ore dall’intervento, mantenendo la medicazione asciutta o sostituendola dopo. Per zone particolari (cuoio capelluto, mani) ti diamo indicazioni specifiche.
Quando vengono tolti i punti? – Viso: 5-7 giorni – Collo e tronco: 7-10 giorni – Arti: 10-14 giorni – Dorso, palmo della mano, piede: 14-21 giorni
Spesso usiamo punti riassorbibili che non vanno rimossi.
Devo sospendere qualche farmaco prima dell’intervento? Antiaggreganti (cardioaspirina) e anticoagulanti richiedono valutazione caso per caso, in concertazione con il tuo cardiologo/medico di base. Antinfiammatori (FANS) andrebbero sospesi 7 giorni prima per ridurre il sanguinamento. Te lo confermiamo durante la visita pre-intervento.
Posso fare l’intervento d’estate? Sì, ma con maggior attenzione alla fotoprotezione della cicatrice nei mesi successivi (la cicatrice esposta al sole può iperpigmentarsi). Se la sede è esposta (viso, décolleté, braccia), valuta di pianificare l’intervento in autunno-inverno.
Come gestire la cicatrice? Ti diamo istruzioni scritte dettagliate. In sintesi: detersione delicata, applicazione di crema cicatrizzante per le prime settimane, fotoprotezione SPF 50+ per 6-12 mesi, eventuali cerotti in silicone su indicazione. Massaggi delicati della cicatrice dopo la chiusura completa, per favorire l’elasticità.
Cosa succede se l’esame istologico mostra un melanoma? Ti contattiamo subito per spiegarti il referto e attivare il percorso oncologico. In genere è necessario un secondo intervento di allargamento dei margini e, in base alle caratteristiche, ulteriori indagini (biopsia del linfonodo sentinella). Il percorso viene gestito in coordinamento con centri oncologici di riferimento.
L’esame istologico
Tutti i nei e tutte le lesioni asportate (escluse quelle distrutte da crioterapia o laser) vengono inviati a esame istologico presso laboratori di anatomia patologica convenzionati. Il laboratorio:
- Sezione il campione
- Lo processa con tecniche specifiche
- Lo legge al microscopio
- Redige un referto istologico dettagliato con la diagnosi finale
I tempi sono in media di 2-3 settimane. Quando il referto arriva ti contattiamo per la consegna e ti spieghiamo nel dettaglio cosa significa.
In caso di diagnosi di melanoma o di carcinoma cutaneo, attiviamo immediatamente il percorso oncologico in collaborazione con strutture di riferimento, gestendo eventuali approfondimenti (linfonodo sentinella, allargamento dei margini) e follow-up.
L’esame istologico
Le cicatrici: cosa aspettarsi
Una cicatrice c’è sempre. Anche con la migliore tecnica chirurgica, una pelle che è stata incisa resta visibilmente diversa dalla pelle adiacente. La qualità del risultato dipende da:
- Sede anatomica (le cicatrici sul viso guariscono meglio di quelle su petto e spalle)
- Tecnica chirurgica usata e abilità dell’operatore
- Caratteristiche individuali del paziente (predisposizione a cicatrici cheloidi/ipertrofiche)
- Cura post-operatoria (fotoprotezione, no trazione, idratazione, uso di cerotti in silicone)
In media, una cicatrice ben curata diventa poco visibile in 6-12 mesi. Nei primi mesi può apparire rossa e in rilievo: è normale, fa parte del processo di guarigione.
Per predisposti a cicatrici cheloidi (più frequenti in fototipi scuri, giovani, alcune zone come petto e spalle) prendiamo precauzioni: tecniche specifiche, follow-up più stretto, eventuale uso precoce di topici o cerotti in silicone

