La pelle assorbe le creme senza cambiare aspetto? Non è idratazione superficiale: è il derma. Cosa fa la biostimolazione.
C’è una condizione che a settembre si ripete con precisione: la pelle appare sottile e opaca, assorbe le creme senza che l’aspetto cambi, e la sensazione è quella di una superficie che non trattiene più nulla.
Non è mancanza di idratazione superficiale. È il derma che ha perso densità, ed è la ragione per cui i cosmetici, da soli, in questa situazione fanno poco.
Che cosa significa ridensificare
Il derma è lo strato profondo della pelle, composto da una matrice di collagene, elastina e acido ialuronico prodotta dai fibroblasti. È quella matrice a determinare spessore, elasticità e capacità di trattenere acqua.
Con l’età la produzione rallenta. L’esposizione solare prolungata la deteriora ulteriormente, e a fine estate il risultato è una cute che ha perso struttura: opaca, poco compatta, con rughe sottili che compaiono anche senza espressione.
La biostimolazione lavora su questo. Non introduce volume: stimola i fibroblasti a riprendere l’attività, con l’obiettivo di una ridensificazione dermica e del ripristino della naturale capacità della cute di trattenere acqua. È un intervento sulla qualità del tessuto, non sulla forma del viso.
Biostimolazione non è filler
La confusione è frequente e vale la pena scioglierla, perché porta ad aspettative sbagliate.
Il filler con acido ialuronico introduce volume dove serve: corregge rughe statiche, ridefinisce contorni, e la modifica è visibile subito. Risponde a una domanda di forma.
La biostimolazione non riempie nulla. Chiede al tessuto di produrre matrice propria, quindi il risultato compare gradualmente e riguarda la qualità della pelle: densità, compattezza, luminosità, idratazione profonda. Risponde a una domanda diversa.
Sono strumenti complementari, non alternativi, e in molti percorsi vengono utilizzati insieme secondo una sequenza definita in valutazione.
Le due vie principali
PRP. La biostimolazione con plasma ricco di piastrine parte da un prelievo di sangue del paziente stesso: per centrifugazione si concentra la componente piastrinica ricca di fattori di crescita, che vengono poi applicati con microiniezioni. Trattandosi di un preparato autologo, non comporta rischi di allergia alla sostanza né di rigetto.
Biostimolanti iniettabili. Sostanze che inducono il tessuto a produrre collagene proprio, con un effetto che si sviluppa progressivamente nell’arco di settimane. La scelta fra le diverse categorie dipende dal quadro cutaneo e dall’obiettivo.
Il vantaggio pratico di settembre
A differenza di peeling e trattamenti laser, la biostimolazione non è condizionata dall’abbronzatura. Non agisce sulla melanina e non induce il tipo di infiammazione controllata che, su una cute recentemente esposta, può produrre macchie.
Questo significa che si può iniziare subito, anche con la pelle ancora scura, mentre si attende la finestra per gli altri trattamenti. In molti percorsi è il primo passaggio proprio per questo motivo.
Tempi e sedute
Si lavora per cicli di più sedute, distanziate di alcune settimane. Il risultato è graduale per una ragione precisa: dipende dalla sintesi di nuova matrice da parte del tessuto, e quella richiede tempo. Le prime evidenze compaiono in genere dopo alcune settimane e si consolidano nei mesi successivi.
Non è un trattamento definitivo. Agisce sui processi biologici della pelle, non li congela: sono previste sedute di mantenimento periodiche, la cui cadenza viene definita caso per caso.
Chi cerca un cambiamento immediato e visibile il giorno dopo sta cercando un altro trattamento, ed è meglio saperlo prima della prima seduta.
Prima, la valutazione
Nessun trattamento viene eseguito senza valutazione preliminare: serve a verificare che l’indicazione esista, a escludere le controindicazioni e a definire cicli e intervalli. Capita spesso che la richiesta iniziale e il percorso più adatto non coincidano.
Dopo una stagione di esposizione solare, il controllo dei nei viene comunque prima di qualsiasi trattamento estetico.
Dove, in provincia di Rimini
La biostimolazione si esegue presso il Centro di Medicina Estetica del Poliambulatorio Rimedical, in Via Europa 8 a Santarcangelo di Romagna, a pochi minuti da Rimini e raggiungibile da Riccione, Bellaria, Cattolica e Cesena. Trattandosi di un poliambulatorio con punto prelievi interno, il PRP si esegue nella stessa sede e nella stessa seduta.
Domande frequenti
Posso farla se sono ancora abbronzato?
Sì. La biostimolazione non agisce sulla melanina e non è condizionata dall’esposizione solare recente, a differenza di peeling e laser. È il motivo per cui spesso è il primo trattamento di un percorso avviato a settembre.
Che differenza c’è tra biostimolazione e filler?
Il filler introduce volume e il risultato è immediato: agisce sulla forma. La biostimolazione stimola il tessuto a produrre matrice propria e agisce sulla qualità della pelle, con un risultato graduale. Sono strumenti diversi che rispondono a esigenze diverse, e possono essere combinati.
Quando si vedono i risultati?
In genere dopo alcune settimane, con consolidamento nei mesi successivi. La gradualità è intrinseca al meccanismo: se il risultato dipende dalla produzione di nuovo collagene, non può essere immediato.
Quante sedute servono e ogni quanto?
Si procede per cicli di più sedute distanziate di alcune settimane, con numero e intervalli definiti in valutazione. Successivamente è previsto un mantenimento periodico, perché l’effetto non è permanente.
Il PRP viso è doloroso?
Comporta un normale prelievo di sangue e successive microiniezioni sul viso. Il fastidio è generalmente lieve e, dove necessario, si utilizza anestesia topica. Nelle ore successive possono comparire arrossamento o piccoli ematomi nei punti di iniezione, che si risolvono spontaneamente.
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