Anidride carbonica medicale in microiniezioni: vasodilatazione, microcircolo e inestetismi. Cosa aspettarsi e cosa no.
Molte persone arrivano a fine estate con le gambe pesanti. Mesi di temperature elevate favoriscono la vasodilatazione e il ristagno, e chi ha già una predisposizione se ne accorge da giugno in poi. Poi arriva l’autunno, e con l’autunno più ore seduti, meno movimento all’aperto, giornate corte.
È in questa sovrapposizione, tra un’estate che ha lasciato il segno e un inverno sedentario che deve ancora cominciare, che la carbossiterapia viene richiesta più spesso.
Come funziona
La carbossiterapia consiste nella somministrazione sottocutanea di anidride carbonica medicale, attraverso aghi molto sottili collegati a un apparecchio che regola flusso, volume e tempo di erogazione.
La CO₂ è un gas prodotto normalmente dal metabolismo cellulare ed eliminato per via respiratoria: una volta introdotta nel tessuto viene riassorbita rapidamente e seguirà la stessa strada. Nel breve passaggio produce una vasodilatazione locale, con aumento del flusso ematico e dell’ossigenazione nel distretto trattato. È su questo effetto che si fonda l’impiego come sostegno al microcircolo.
Le indicazioni estetiche più frequenti riguardano gli inestetismi della cellulite, il ristagno e la tonicità cutanea; l’anidride carbonica a scopo terapeutico ha inoltre una storia lunga in ambito vascolare, dove nasce.
Perché adesso e non a gennaio
La logica è di anticipo. I cicli si sviluppano su settimane, quindi un percorso iniziato in autunno arriva a fine inverno avendo lavorato proprio nel periodo in cui la sedentarietà aumenta. Iniziare a gennaio, o peggio in primavera con la scadenza dell’estate alle porte, significa rincorrere.
C’è anche una ragione pratica: la carbossiterapia non è condizionata dall’abbronzatura, quindi può partire subito, mentre i trattamenti che richiedono cute non recentemente esposta, come il peeling, devono attendere.
Come si svolge un ciclo
Le sedute sono brevi, nell’ordine dei quindici o venti minuti, e si eseguono in genere a cadenza settimanale per un numero di sedute che dipende dalla zona e dall’obiettivo. La ripresa delle normali attività è immediata.
Durante l’introduzione del gas si avverte una sensazione di tensione o di bruciore che dura pochi secondi e che varia molto da persona a persona e da zona a zona. È generalmente ben tollerata, ma conviene saperlo prima: è la domanda che ci viene fatta più spesso, e la risposta onesta non è “non si sente nulla”.
Il trattamento viene spesso inserito in un percorso più ampio, insieme ad altre metodiche e, soprattutto, insieme a movimento e gestione del peso. Non le sostituisce.
Cosa dicono le evidenze
Su questo preferiamo essere espliciti, come facciamo per ogni procedura del sito.
L’effetto vascolare acuto della somministrazione di CO₂ è documentato: la vasodilatazione locale e l’aumento del flusso sono misurabili. Gli studi che valutano i risultati clinici a distanza sugli inestetismi sono invece di numerosità limitata e qualità eterogenea, con protocolli non uniformi tra loro.
Significa che la carbossiterapia va considerata un supporto dentro un percorso, con aspettative proporzionate. Chi la presenta come soluzione risolutiva della cellulite sta descrivendo qualcosa che la letteratura non sostiene.
Quando non è un inestetismo
Questa è la parte che conta di più, e viene taciuta quasi ovunque.
Gambe pesanti con edema persistente, varici evidenti, dolore, alterazioni del colore della pelle alle caviglie o comparsa di lesioni cutanee non sono un problema estetico: sono un quadro che richiede una valutazione vascolare prima di qualsiasi trattamento. Un’insufficienza venosa non diagnosticata trattata come inestetismo resta un’insufficienza venosa non diagnosticata.
Se emerge in sede di visita, il percorso estetico si interrompe e si indirizza allo specialista appropriato.
Controindicazioni
La valutazione preliminare serve anche a escluderle. Comprendono, fra le altre, gravidanza e allattamento, insufficienza cardiaca o respiratoria significativa, insufficienza renale, infezioni in atto nella sede da trattare e alcune condizioni ematologiche. L’elenco puntuale viene verificato caso per caso in visita, non compilato online.
Dove, in provincia di Rimini
La carbossiterapia si esegue presso il Centro di Medicina Estetica del Poliambulatorio Rimedical, in Via Europa 8 a Santarcangelo di Romagna, a pochi minuti da Rimini e raggiungibile da Riccione, Bellaria, Cattolica e Cesena. Essendo un poliambulatorio, se in valutazione emerge la necessità di un approfondimento gli specialisti sono nella stessa sede.
Domande frequenti
La carbossiterapia è dolorosa?
Gli aghi sono molto sottili, ma l’introduzione del gas produce una sensazione di tensione o bruciore che dura pochi secondi. L’intensità varia sensibilmente in base alla zona e alla soglia individuale. È generalmente ben tollerata e la ripresa delle attività è immediata, ma non è un trattamento che non si avverte.
Quante sedute servono?
Si procede per cicli a cadenza settimanale. Il numero dipende dalla zona trattata, dal quadro di partenza e dall’obiettivo, e viene definito in valutazione. È generalmente previsto un mantenimento successivo.
Serve anche per il viso?
La CO₂ viene utilizzata anche in ambito viso con l’obiettivo di stimolare i fibroblasti, ma l’indicazione più consolidata e più studiata riguarda il corpo e il microcircolo. Per la qualità della pelle del viso il percorso di riferimento è la biostimolazione.
Risolve la cellulite?
No, e conviene dirlo con chiarezza. Può contribuire al miglioramento degli inestetismi all’interno di un percorso che comprende movimento, alimentazione e gestione del peso, ma le evidenze sui risultati a distanza sono limitate. Non è un trattamento risolutivo.
Ho le gambe gonfie e delle varici: posso farla?
Prima serve una valutazione vascolare. Edema persistente, varici, dolore o alterazioni cutanee alle caviglie indicano un quadro clinico che va inquadrato da uno specialista: trattarlo come inestetismo significa lasciarlo non diagnosticato. Il percorso estetico si valuta dopo, se e quando è appropriato.
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