Perché a settembre ci si sente svuotati, cosa dicono gli esami e quando la IV therapy ha davvero un razionale medico

Ogni anno, nella prima settimana di settembre, succede la stessa cosa: si torna al lavoro e ci si sente peggio di come si stava a luglio. Stanchezza, testa annebbiata, sonno che non ristora. E, puntuale, arriva la domanda: «una flebo di vitamine mi tirerebbe su?»

La risposta onesta è: quasi mai, e quando sì lo dicono gli esami, non la sensazione. Vale la pena capire perché, perché la IV therapy è uno dei trattamenti più pubblicizzati e peggio spiegati del momento.

Da dove viene la stanchezza di settembre

Nella grande maggioranza dei casi non c’entrano le vitamine. Tre mesi di ritmi diversi lasciano un conto preciso: orari di sonno spostati anche di due o tre ore, un debito di sonno accumulato che non si salda con un weekend, consumo di alcol più alto della media, alimentazione fuori schema, e poi il rientro brusco a orari rigidi. A questo si aggiunge la riduzione delle ore di luce, che agisce sul ritmo circadiano proprio nelle settimane in cui si chiede al corpo di ripartire.

È una stanchezza che si risolve con il ripristino delle abitudini, di solito in due o tre settimane. Se non si risolve, o se era già presente prima dell’estate, il problema è un altro e va cercato.

Cosa una flebo non fa

Non disintossica. Non esiste evidenza che un’infusione abbia un effetto “detox”. Fegato e reni fanno quel lavoro continuamente, e non hanno bisogno di essere aiutati dall’esterno dopo un mese di aperitivi.

Non sostituisce il sonno. Nessuna combinazione di vitamine compensa un debito di sonno. È il punto in cui la IV therapy viene proposta più spesso e vale meno.

Non ferma l’invecchiamento. Il glutatione endovenoso viene presentato come antiossidante antietà: le evidenze di un beneficio sistemico a questo scopo sono ancora limitate, e presentarlo diversamente è pubblicità, non medicina.

Non serve a chi non ha carenze. In una persona sana e correttamente alimentata, la supplementazione endovenosa a scopo benessere non ha benefici dimostrati in modo solido. Parte di quello che si percepisce dopo una flebo è idratazione, parte è aspettativa.

Quando invece ha un razionale

Il discriminante è uno solo: una carenza documentata o una condizione clinica che giustifichi la via endovenosa. Alcune situazioni in cui, dopo valutazione, l’indicazione può esistere:

  • Carenze di ferro o di ferritina, frequenti nelle donne in età fertile e spesso silenti per mesi
  • Carenze di vitamina B12 o di folati, più probabili in chi segue un’alimentazione vegetariana o vegana stretta, in chi assume da tempo inibitori di pompa protonica o metformina
  • Condizioni di malassorbimento intestinale, in cui la via orale è inefficace per definizione
  • Convalescenza dopo una malattia acuta o un intervento
  • Reintegro idroelettrolitico in situazioni specifiche valutate dal medico

In tutti questi casi la flebo è un supporto dentro un percorso, non la terapia.

Si parte dagli esami, non dalla flebo

Questa è la parte controintuitiva. Chiedere una flebo di vitamine senza sapere cosa manca è come ordinare una ricetta senza sapere cosa c’è in dispensa: si finisce per somministrare quello che c’è già, ed è per questo che il risultato è spesso deludente.

Un emocromo con assetto marziale, vitamina B12, folati, vitamina D, funzione tiroidea e funzionalità renale ed epatica costano poco, si fanno in un prelievo e cambiano completamente la conversazione. In diversi casi indirizzano altrove: una stanchezza persistente può essere una tiroide, un’anemia, un disturbo del sonno, e nessuno di questi si tratta con un’infusione.

Al Poliambulatorio Rimedical il punto prelievi è aperto dal lunedì al sabato dalle 7:30 alle 10:30 senza prenotazione: nella pratica, si parte da lì.

Sportivi: una regola che quasi nessuno cita

Settembre coincide con la fine della stagione per molti amatori di endurance, e la richiesta di “reintegro” è frequente. Chi è soggetto a controlli antidoping deve però sapere che i regolamenti vietano le infusioni endovenose oltre un volume limite in un intervallo di dodici ore, indipendentemente dalle sostanze contenute, salvo che avvengano in contesti clinici definiti. Non conta che nella sacca ci siano solo vitamine: conta il volume e la via di somministrazione.

È una circostanza che va dichiarata prima, non dopo. Chi propone flebo di reintegro agli atleti senza sollevare la questione sta trascurando l’aspetto più rilevante.

Come si svolge, e la sicurezza

Una seduta dura fra i trenta e i sessanta minuti: valutazione, accesso venoso con materiale sterile monouso, infusione lenta sotto supervisione medico-infermieristica. Gli effetti indesiderati più comuni sono locali, nel punto di inserimento; più raramente possono comparire reazioni allergiche, flebiti o squilibri elettrolitici, ed è il motivo per cui la procedura si esegue in ambiente sanitario e non altrove.

Le controindicazioni comprendono patologie cardiache o renali, per il rischio legato al sovraccarico di liquidi ed elettroliti, allergie note ai componenti, gravidanza e allattamento salvo indicazione medica. La valutazione preliminare serve esattamente a questo.

Dove, in provincia di Rimini

La IV therapy del Centro di Medicina della Longevità Rimedical si esegue in Via Europa 8 a Santarcangelo di Romagna, a pochi minuti da Rimini, in poliambulatorio autorizzato e con punto prelievi interno. Se la valutazione conclude che l’indicazione non c’è, viene detto.

Domande frequenti

Una flebo aiuta a smaltire gli eccessi dell’estate?

No. L’idea di “depurazione” tramite infusione non ha riscontro: l’eliminazione delle sostanze avviene attraverso fegato e reni e non viene accelerata da una flebo di vitamine. Se dopo l’estate ci si sente appesantiti, il percorso utile passa da sonno, alimentazione e movimento, eventualmente da esami.

Mi sento stanco da fine agosto: è una carenza di vitamine?

Nella maggior parte dei casi no. La stanchezza del rientro ha cause comportamentali e circadiane e si risolve in poche settimane. Se persiste oltre un mese o era presente anche prima dell’estate, ha senso indagare con esami del sangue: le cause più frequenti sono altre, dall’anemia alla funzione tiroidea ai disturbi del sonno.

Meglio la flebo o gli integratori orali?

Se l’assorbimento intestinale è normale, la via orale è generalmente sufficiente ed è la prima scelta. La via endovenosa ha senso quando l’assorbimento è compromesso, quando servono dosaggi non raggiungibili per bocca o in condizioni cliniche specifiche.

Sono un atleta agonista: posso fare una flebo di reintegro?

Va verificato prima. I regolamenti antidoping pongono un limite di volume alle infusioni endovenose in un intervallo di dodici ore, indipendentemente dal contenuto della sacca, con eccezioni limitate a contesti clinici definiti. Chi è soggetto a controlli deve segnalarlo in fase di valutazione.

Chi non può sottoporsi alla IV therapy?

In presenza di patologie cardiache o renali il sovraccarico di liquidi ed elettroliti rappresenta un rischio; a queste si aggiungono le allergie note ai componenti, la gravidanza e l’allattamento salvo indicazione medica, e le condizioni che controindicano specifiche sostanze. La verifica fa parte della valutazione preliminare.

Siamo qui per te!

Per qualsiasi dubbio o domanda, o per prenotare un appuntamento, non esitare a contattarci.

Inviaci email

Prenota ora la tua visita, contattaci