Dopo l’estate la pelle presenta il conto: macchie, disidratazione, caduta dei capelli. Cosa fare e quando, a Rimini.

Settembre è il mese in cui la pelle presenta il conto dell’estate. Sulla riviera romagnola, dove l’esposizione solare è quotidiana da giugno ad agosto, il conto è più salato che altrove: macchie che prima non c’erano, texture irregolare, disidratazione, e da lì a poche settimane la caduta stagionale dei capelli.

Non è un caso che la medicina estetica abbia una stagionalità. Alcuni trattamenti dopo l’estate non solo si possono fare: si devono fare adesso, perché d’estate erano controindicati. Altri invece con l’abbronzatura non c’entrano nulla e si possono eseguire tutto l’anno. Distinguere le due categorie è la prima cosa utile.

Perché il sole cambia le regole

La pelle abbronzata contiene più melanina, e la melanina reagisce agli stimoli. Se si esegue un peeling chimico o un trattamento laser su una cute recentemente esposta, il rischio non è l’inefficacia: è l’iperpigmentazione post-infiammatoria, cioè una macchia scura che compare dove si è intervenuti e che può richiedere mesi per attenuarsi.

Per questo la regola è attendere che l’abbronzatura sia sfumata. Indicativamente si parla di alcune settimane dall’ultima esposizione significativa per i peeling superficiali, di più per i trattamenti laser e per i peeling di media profondità. L’intervallo esatto lo stabilisce il medico valutando fototipo, grado di abbronzatura residua e tipo di procedura: non è un calcolo che si fa sul calendario.

Cosa ha senso fare adesso

Prima di tutto, guardare i nei. Dopo una stagione di esposizione la mappatura dei nei non è un accessorio estetico ma un controllo dermatologico, e ha senso farla prima di programmare qualsiasi trattamento sul viso o sul corpo. Un neo cambiato durante l’estate va visto, punto.

Le discromie. Lentigo solari e melasma sono la richiesta più frequente di settembre. Si affrontano con peeling, con laser dedicati alle macchie o con protocolli combinati, tenendo presente che il melasma è una condizione cronica recidivante: si controlla, non si elimina una volta per tutte, e senza protezione solare quotidiana ritorna.

La qualità della pelle. Sole, salsedine e cloro lasciano una cute disidratata e opaca. Qui lavorano i peeling superficiali e la biostimolazione con PRP, che utilizza i fattori di crescita del sangue del paziente per stimolare il rinnovamento cutaneo. Il PRP non è influenzato dall’abbronzatura, quindi si può iniziare anche subito.

I capelli. Tra settembre e novembre la caduta aumenta fisiologicamente, e quasi sempre si tratta di un fenomeno stagionale che si esaurisce da solo. Diventa altro quando la caduta è marcata, persistente oltre i tre mesi o accompagnata da diradamento visibile: in quel caso serve una visita tricologica prima di qualsiasi trattamento, perché la causa va identificata.

Rughe e volumi. Tossina botulinica e filler con acido ialuronico non hanno vincoli stagionali legati al sole. Se settembre coincide con la loro ripresa è per abitudine, non per necessità clinica.

In che ordine, e perché conta

La sequenza non è indifferente. Un percorso ragionevole parte dalla valutazione, che stabilisce cosa serve davvero: capita spesso che la richiesta iniziale e il percorso più adatto non coincidano.

Seguono i trattamenti che richiedono cute non abbronzata, da collocare quando l’attesa è conclusa. I cicli di peeling o laser si sviluppano in genere su più sedute distanziate di alcune settimane, il che significa che un percorso iniziato a settembre o ottobre si completa in inverno. Chi arriva a dicembre chiedendo di risolvere le macchie prima delle feste, di solito, arriva tardi.

I trattamenti indipendenti dall’esposizione, come biostimolazione, tossina e filler, si inseriscono lungo il percorso secondo gli obiettivi.

La parte che non si può saltare

Dopo peeling e laser la fotoprotezione non è un consiglio ma parte del trattamento: senza SPF quotidiano il risultato sulle discromie si perde e il rischio di nuove macchie aumenta. Vale anche in autunno e in inverno, anche quando il cielo è coperto.

Nessun trattamento andrebbe eseguito senza valutazione preliminare. Serve a verificare indicazioni e controindicazioni, a definire numero di sedute e intervalli, e a dire cosa aspettarsi e cosa no. A volte la conclusione è che il trattamento richiesto non serve.

Dove, in provincia di Rimini

Il Centro di Medicina Estetica del Poliambulatorio Rimedical si trova in Via Europa 8 a Santarcangelo di Romagna, a pochi minuti da Rimini e raggiungibile da Riccione, Bellaria, Cattolica, Cesena e dall’entroterra. Trattandosi di un poliambulatorio, la medicina estetica lavora nella stessa sede della dermatologia clinica: se durante una valutazione emerge una lesione da approfondire, lo specialista è già lì.

Domande frequenti

Quanto devo aspettare dopo l’ultima esposizione al sole?

Dipende dal trattamento e dal fototipo. Per i peeling superficiali si parla in genere di alcune settimane dalla fine dell’esposizione; per i laser e per i peeling più profondi l’attesa è maggiore e richiede che l’abbronzatura sia sfumata. La valutazione è clinica e la fa il medico prima di fissare la seduta.

Ho ancora la pelle abbronzata: devo rimandare tutto?

No. L’attesa riguarda i trattamenti che agiscono sulla melanina o che inducono un’infiammazione controllata della cute, cioè peeling e laser. Biostimolazione con PRP, tossina botulinica e filler non sono condizionati dall’abbronzatura.

Le macchie comparse quest’estate spariscono da sole?

Le lentigo solari no: sono l’esito di un danno accumulato e tendono a persistere. Il melasma può attenuarsi nei mesi invernali ma è una condizione cronica, che si ripresenta con l’esposizione successiva se non viene gestita. In entrambi i casi la fotoprotezione quotidiana fa parte del trattamento.

Perché a settembre cadono più capelli?

La caduta stagionale è un fenomeno fisiologico legato al ciclo del capello e si risolve spontaneamente in poche settimane. Va approfondita quando è particolarmente intensa, quando dura oltre i tre mesi o quando si accompagna a diradamento evidente: in quel caso la visita tricologica serve a distinguere una caduta temporanea da un quadro diverso.

Posso fare più trattamenti nello stesso periodo?

In molti casi sì, e spesso i protocolli combinati sono quelli che danno i risultati migliori. La combinazione e la sequenza le pianifica il medico in base agli obiettivi e ai tempi di recupero di ciascuna procedura.

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