Biostimolazione e PRX Dopo il Sole: il Recupero a Rimini
Offerta limitata di 3 sedute a 540€ + iva invece di 600€ + iva
Tre mesi di sole lasciano un danno che si manifesta su due livelli diversi. In superficie la pelle appare opaca, ruvida al tatto, con un colorito irregolare e le prime discromie. In profondità il derma ha perso densità: è lì che si formano le rughe sottili che compaiono anche senza espressione, ed è la ragione per cui a settembre le creme sembrano non fare più effetto.
Sono due problemi distinti, e il percorso più efficace li affronta entrambi. È l’idea alla base dell’associazione fra PRX Sun Recovery e biostimolazione.
PRX Sun Recovery: il trattamento che non chiede di aspettare
Il PRX è un trattamento topico che si applica sulla pelle con una tecnica specifica, senza aghi. La formulazione professionale associa acido tricloroacetico a perossido di idrogeno e acido cogico: la presenza del perossido è ciò che consente all’acido di agire in profondità senza produrre l’esfoliazione visibile tipica dei peeling tradizionali.
Da qui discendono le caratteristiche che lo rendono adatto proprio a questo periodo dell’anno:
- Non è fotosensibilizzante, quindi non richiede di attendere che l’abbronzatura sia sfumata
- Non provoca desquamazione visibile: nessuna fase di pelle che si spella
- Nessun tempo di recupero: si torna alle normali attività immediatamente
- La seduta dura circa quindici minuti
- È indicato su tutti i fototipi e anche su pelli sensibili
È la differenza sostanziale rispetto al peeling chimico classico, che su cute recentemente esposta comporta il rischio di iperpigmentazione post-infiammatoria e va quindi rimandato di settimane. Con il PRX questa attesa non esiste: si può iniziare a settembre, con la pelle ancora scura.
L’azione riguarda la texture, la luminosità, l’uniformità del colorito e la stimolazione del rinnovamento cutaneo.
Biostimolazione: il livello profondo
La biostimolazione lavora dove il PRX non arriva. Non riempie e non modifica i volumi: stimola i fibroblasti del derma a riprendere la produzione di matrice, cioè collagene, elastina e acido ialuronico endogeno.
L’obiettivo è la ridensificazione e il ripristino della naturale capacità della pelle di trattenere acqua. È la risposta a quella sensazione di cute sottile che a settembre viene descritta quasi sempre allo stesso modo: “metto la crema e sparisce, come se non trattenesse niente”.
Con il PRP si utilizzano i fattori di crescita contenuti nelle piastrine del paziente stesso, ottenuti da un prelievo di sangue e concentrati per centrifugazione. Trattandosi di un preparato autologo non comporta rischi di allergia alla sostanza né di rigetto.
Perché ha senso combinarli
I due trattamenti agiscono su strati e con meccanismi diversi, e questo li rende complementari anziché alternativi.
Il PRX interviene sulla qualità di superficie e prepara il tessuto; la biostimolazione lavora sulla struttura profonda, con un effetto che si costruisce nel tempo. Il risultato che si percepisce prima è quello del PRX, perché la luminosità e la compattezza al tatto migliorano già dalle prime applicazioni; il risultato che dura è quello della biostimolazione, perché dipende dalla produzione di nuovo tessuto.
La sequenza e l’intervallo fra le due componenti vengono definiti in valutazione, in base al quadro cutaneo di partenza.
Il percorso: tre sedute
Il protocollo prevede tre sedute, distanziate secondo la cadenza stabilita dal medico in base alla risposta della pelle.
Il costo del percorso completo è di 658,80 € IVA inclusa (540 € + IVA). Le prestazioni di medicina estetica senza finalità terapeutica sono soggette a IVA ordinaria.
La valutazione preliminare è parte del percorso: serve a verificare che l’indicazione esista, a escludere le controindicazioni e a stabilire se il quadro richieda invece un’impostazione diversa. Capita, e in quel caso si dice.
Cosa aspettarsi, e cosa no
Va detto con chiarezza, perché è la fonte più frequente di delusione in medicina estetica.
Questo percorso non riempie le rughe profonde e non modifica i volumi del viso: per quelli esistono altri strumenti, come il filler, che rispondono a una domanda diversa.
Non elimina le macchie conclamate: migliora l’uniformità del colorito, ma le lentigo solari e il melasma hanno percorsi dedicati, e il melasma in particolare è una condizione cronica che si controlla e non si elimina definitivamente.
E non è definitivo. Agisce sui processi biologici della pelle senza congelarli: sono previste sedute di mantenimento, la cui cadenza si definisce caso per caso.
Un’ultima cosa che fa parte del trattamento quanto le sedute: la fotoprotezione quotidiana. Vale anche in autunno e in inverno, anche con il cielo coperto, ed è ciò che determina quanto a lungo il risultato si mantiene.
Dove, in provincia di Rimini
Il percorso si esegue presso il Centro di Medicina Estetica del Poliambulatorio Rimedical, in Via Europa 8 a Santarcangelo di Romagna, a pochi minuti da Rimini e raggiungibile da Riccione, Bellaria, Cattolica e Cesena. Essendo un poliambulatorio con punto prelievi interno, la componente PRP si esegue nella stessa sede e nella stessa seduta.
Dopo una stagione di esposizione, il controllo dei nei resta comunque il primo passaggio, prima di qualsiasi trattamento estetico.
Domande frequenti
Posso farlo se sono ancora abbronzato?
Sì, ed è la ragione principale per cui questo percorso viene proposto a settembre. Il PRX non è fotosensibilizzante e la biostimolazione non agisce sulla melanina: nessuno dei due richiede di attendere che l’abbronzatura sia sfumata, a differenza del peeling chimico tradizionale e dei trattamenti laser.
La pelle si spella dopo il PRX?
Non si osserva l’esfoliazione visibile tipica dei peeling tradizionali. In alcuni casi può comparire una secchezza lieve nei giorni successivi, gestibile con i prodotti indicati dal medico. Non è previsto un periodo di recupero: si riprendono subito le normali attività.
Che differenza c’è rispetto a un peeling chimico?
Il peeling tradizionale agisce per esfoliazione controllata, richiede cute non recentemente esposta e comporta una fase di desquamazione. Il PRX agisce in profondità senza esfoliazione visibile, non è fotosensibilizzante e non ha tempo di recupero. Sono strumenti diversi con indicazioni diverse: in alcuni quadri il peeling resta la scelta più adatta, ed è la valutazione a stabilirlo.
Quante sedute servono e ogni quanto?
Il percorso descritto prevede tre sedute, con intervalli definiti dal medico in base alla risposta della pelle. Al termine è generalmente previsto un mantenimento periodico, perché nessuno dei due trattamenti produce un risultato permanente.
Ci sono controindicazioni?
Sì, e vengono verificate in valutazione. Comprendono, in linea generale, infezioni o lesioni attive nell’area da trattare, dermatiti in fase acuta, allergie note ai componenti, gravidanza e allattamento salvo indicazione medica; per la componente PRP si aggiungono alcune condizioni ematologiche e terapie in corso che interferiscono con la funzione piastrinica. L’elenco puntuale si verifica caso per caso, non online.
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