Nei, macchie, caduta dei capelli: perché settembre è il mese in cui si prenota la visita dermatologica. Guida a Rimini.
Settembre è il mese in cui la pelle e i capelli presentano il conto di tre mesi di sole, salsedine, cloro e ritmi diversi. È anche il periodo dell’anno in cui gli ambulatori dermatologici ricevono il maggior numero di richieste, e non per caso: molte delle cose che si notano adesso sono comparse durante l’estate, quando nessuno aveva voglia di occuparsene.
Cosa si controlla dopo una stagione di esposizione
La visita dermatologica è il punto di partenza per qualsiasi problema cutaneo, ma a settembre ha una ragione in più. L’esposizione solare prolungata lascia segni di tre tipi diversi, che si affrontano in modo diverso.
Le lesioni da valutare. Un neo che ha cambiato forma, colore o dimensioni durante l’estate va guardato. Lo stesso vale per un neo comparso da poco in età adulta, per una lesione che non guarisce, per una crosta che si riforma sempre nello stesso punto. Il dermatologo esamina le aree segnalate con il dermatoscopio, che permette di vedere strutture non visibili a occhio nudo.
Le discromie. Macchie solari, melasma, cheratosi attiniche e chiazze chiare hanno origine e prognosi diverse fra loro, e il primo passo è distinguerle. Vengono spesso trattate tutte come “macchie da sole”, e non lo sono.
Le condizioni che si riacutizzano. Dermatite seborroica, psoriasi, rosacea e acne hanno un andamento stagionale: alcune migliorano d’estate e peggiorano al cambio di stagione, altre fanno l’opposto.
La mappatura dei nei, e perché conta l’archivio
La mappatura in videodermatoscopia digitale è cosa diversa dalla visita con dermatoscopio. Acquisisce immagini ingrandite ad alta risoluzione, le archivia e permette di confrontarle a distanza di tempo.
Il valore non sta nella singola immagine ma nel confronto: quello che conta, nella diagnosi precoce, è la variazione di una lesione rispetto a com’era, non il suo aspetto isolato. Per questo il primo esame ha soprattutto la funzione di stabilire un punto di riferimento, e diventa pienamente utile dal controllo successivo in poi.
È particolarmente indicata in presenza di familiarità con melanoma, pelle chiara, numero elevato di nei o storia di esposizioni solari intense, condizione comune a chi vive sulla riviera.
Quando non si aspetta
Un controllo periodico è ragionevole almeno una volta l’anno per la maggior parte degli adulti, e più spesso in presenza dei fattori di rischio appena elencati. Ci sono però situazioni che non rientrano nella programmazione:
- Un neo che cambia forma, colore, dimensioni o bordi
- Una lesione che sanguina spontaneamente o non guarisce
- Prurito persistente localizzato su una lesione
- Un’eruzione cutanea acuta ed estesa
In questi casi la visita va anticipata, non inserita in agenda fra qualche mese.
La visita tricologica è un’altra cosa
Fra settembre e novembre la caduta dei capelli aumenta, ed è un fenomeno fisiologico legato al ciclo del capello: si risolve spontaneamente in poche settimane. Detto questo, non tutto ciò che accade in autunno è stagionale.
La visita tricologica è indicata quando la caduta è più abbondante del normale e dura oltre due o tre mesi, quando c’è un diradamento progressivo, quando la perdita avviene a chiazze, quando i capelli cambiano consistenza, o quando compaiono sintomi del cuoio capelluto come prurito, desquamazione o dolore.
Serve a fare una cosa precisa: identificare la causa. Le origini possibili sono genetiche, ormonali, carenziali, legate a stress o autoimmuni, e il percorso cambia completamente a seconda di quale sia. Trattare senza aver distinto è il motivo per cui molte terapie iniziate in autonomia non funzionano.
Sul PRP per i capelli vale la pena essere precisi: ha evidenze come trattamento adiuvante dell’alopecia androgenetica e di forme croniche di telogen effluvium, ma non sostituisce le terapie farmacologiche di prima linea quando sono indicate. Si affianca, non rimpiazza, e la risposta viene verificata con tricoscopia dopo le prime sedute.
Come si svolge, in pratica
Per la prima visita non serve alcuna preparazione né esami preventivi. È utile portare la documentazione di visite precedenti, eventuali esami istologici e fotografie di lesioni che si sono modificate nel tempo.
Una visita completa con dermatoscopia dura mediamente venti o trenta minuti; una mappatura completa con videodermatoscopio richiede più tempo, in proporzione al numero di nei. Se emerge la necessità di asportare una lesione, la procedura è sempre preceduta dalla valutazione clinica e dermatoscopica che ne stabilisce natura e modalità.
Dove, in provincia di Rimini
Il Centro Dermatologico del Poliambulatorio Rimedical è in Via Europa 8 a Santarcangelo di Romagna, a pochi minuti da Rimini e raggiungibile da Riccione, Bellaria, Cattolica e Cesena. L’équipe è composta da cinque medici specialisti in Dermatologia e Venereologia con aree di approfondimento complementari, dalla dermatologia oncologica alla tricologia alla pediatrica.
Per le situazioni cliniche che non possono attendere, come un neo sospetto o un’eruzione acuta, è prevista disponibilità anche in giornata.
Domande frequenti
Ogni quanto va fatta una visita dermatologica di controllo?
Per la maggior parte degli adulti una volta l’anno è ragionevole, con frequenza maggiore in presenza di familiarità con melanoma, pelle chiara, numero elevato di nei o storia di esposizioni solari intense. La cadenza va comunque personalizzata dal dermatologo dopo il primo controllo.
Che differenza c’è tra visita dermatologica e mappatura dei nei?
Nella visita il dermatologo esamina con il dermatoscopio le aree segnalate e valuta il quadro complessivo. La mappatura in videodermatoscopia digitale acquisisce e archivia immagini ad alta risoluzione, così da poterle confrontare nel tempo: serve a cogliere le variazioni, ed è per questo che il suo valore cresce dal secondo controllo in avanti.
Devo preparare qualcosa prima della visita?
No, non serve alcuna preparazione né esami preventivi. È utile portare referti di visite precedenti, esami istologici e fotografie di lesioni modificate nel tempo. Per la mappatura è preferibile presentarsi senza trucco e senza smalto sulle unghie.
La caduta dei capelli di settembre è normale?
In genere sì: è un fenomeno stagionale legato al ciclo del capello e si esaurisce in poche settimane. Diventa opportuno approfondire quando supera i due o tre mesi, quando è accompagnata da diradamento progressivo o perdita a chiazze, o quando compaiono prurito, desquamazione o dolore del cuoio capelluto.
Il PRP per i capelli sostituisce le terapie farmacologiche?
No. Ha un ruolo come trattamento adiuvante nell’alopecia androgenetica e in forme croniche di telogen effluvium, ma non sostituisce le terapie di prima linea quando sono indicate. La scelta e la combinazione le stabilisce il dermatologo dopo aver identificato la causa, e la risposta viene verificata con tricoscopia di controllo.
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